giovedì 6 febbraio 2014

4 Febbraio 2014 / Giornata decisiva per il COGNOME MATERNO in Parlamento


Le PETIZIONI raggiungono le CAMERE   
di Iole Natoli

Nella stessa data in cui è stata consegnata al Senato e alla Camera la Petizione lanciata da Laura Cima per la calendarizzazione di una legge sul Cognome Materno, ho inviato ufficialmente alla Camera e al Senato le mie due Petizioni con Proposte di legge (Doppio Cognome Paritario e Scelta tra Doppio Cognome e Cognome Unico Concordato).
Ne ho inviata però anche una terza, contenente una richiesta di EMENDAMENTO, volta a scongiurare il rischio che proposte altrui, basate su criteri distanti dai nostri ci consegnino una legge inadeguata.
Ciò perché solo da una strategia mirata, che riconosca l'alta probabilità di soluzioni diverse ma tenga fermi i PUNTI CARDINE di una buona riforma, potrà nascere una Legge per il Cognome che non si limiti ad accordare alle donne qualcosa ma che modifichi positivamente e a tappeto la percezione maschile della donna, che attualmente è pericolosamente distorta e pregiudica la possibilità concreta di una serena convivenza sociale.

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Petizione con richiesta di Emendamento inviata il 4 Febbraio e annunciata il 7 Marzo 2014

NEL COGNOME DELLA MADRE E/O DEL PADRE Una Proposta di Legge alternativa


Petizione con nuova Proposta sulla SCELTA tra Doppio Cognome e Cognome Unico concordato


BASTA ESPORSI A CONDANNE DELLA CEDU!
Una legge del tutto egualitaria sulla SCELTA del COGNOME DEI FIGLI è possibile
di Iole Natoli

martedì 28 gennaio 2014

Su la 27esimaOra le difese d’ufficio maschiliste della patrilinearità del Cognome



ATTACCARE COME DI CONSUETO LE DONNE per mantenere una TRADIZIONE INDIFENDIBILE 
di Iole Natoli
È apparso ieri sul blog La 27ORA del Corriere un intervento di Elisabetta Addis, presidente di SNOQ Factory, dal titolo “Nel cognome di mia figlia: la realtà di una farsa”. L’autrice narra di una sua vicenda personale consumatasi all’ombra del NON FARE di cui lo Stato italiano si è macchiato espressamente a datare dal 1978 (->∆) e implicitamente da prima, come dimostra la condanna della Corte Europea per violazione di due articoli della CEDU del 1950 ratificata dall’Italia nel 1955.
I commenti di chi per sostenere il maschilismo (cosa che a volte non fanno solo gli uomini) distorce il tutto, incolpando chi quel danno ha subito, meriterebbero di passare alla storia.
Vai all’intervento (->∆)
Milano, 28.01.2014
©Iole Natoli

sabato 18 gennaio 2014

Il DIRITTO al COGNOME MATERNO e la Sentenza della Corte Europea



Lo spartiacque di una sentenza storica
IL CERINO DI STRASBURGO infiamma l’Italia e il Governo vuol correre ai ripari

di Iole Natoli

“Era ora!”, si esclama da più parti. Dal primo progetto parlamentare sul cognome materno dell’ottobre 1979 di Maria Magnani Noya alla netta condanna di Strasburgo, determinata dal ricorso Cusan-Fazzo alla Corte Europea, sono passati ben 34 anni e tre mesi e il Governo, che nelle scorse legislature ha lasciato tranquillamente decadere i diversi progetti non  mettendoli mai all’ordine del giorno, si appresta in questa a varare una riforma.
Ma quale evento ha determinato - e per fortuna - questo tardivo sommovimento tellurico? 

venerdì 17 gennaio 2014

PROGETTI DI LEGGE / Il Cognome dei Figli e la difficile ARTE del PARTIRE DA SÉ


Da L'AGENDA DELLE DONNE PER L'ITALIA NAZIONE EUROPEA
LO STRANO CASO DI UN ART.143 BIS VESTITO A NUOVO ESTRATTO DA UN ALCHEMICO CILINDRO                                di Iole Natoli