sabato 23 febbraio 2013

INTERVISTE / Serena Santoro a colloquio con Iole Natoli, sul Cognome dei figli in Italia

Avere il cognome materno è un diritto, intervista a Iole Natoli
di Serena Santoro
da: ilReferendum (link)


Iole Natoli è giornalista pubblicista, scrittrice, illustratrice, pittrice. La sua città natale è Palermo ma da tanti anni vive a Milano. Abbiamo deciso di intervistarla sulla materia del cognome materno in quanto esperta.

Iole Natoli


Quali sono le ultime novità sull’aggiunta del cognome materno?
L’entrata in vigore nel luglio 2012 del DPR del 13 Marzo ha abbreviato la durata dell’iter per ottenerlo.
Diversamente da come era apparso in principio dai comunicati stampa eccessivamente sintetici rilasciati dalle autorità competenti, il nuovo DPR ha lasciato però immutato il fardello offensivo  con  cui  “documentare”  la
richiesta, come se l’esser madre o padre non fosse in sé ragione sufficiente per chiedere che i figli e/o le figlie possano avere il cognome materno e non il paterno soltanto.

domenica 10 febbraio 2013

Società / IL DIRITTO AL COGNOME MATERNO / Regime PARITARIO del Cognome

Dal TITOLO 1 - INTERVENTI LEGISLATIVI PER L’AMBITO FAMILIARE
tratto dal Blog L’AGENDA DELLE DONNE PER L’ITALIA NAZIONE EUROPEA
IL DIRITTO AL COGNOME MATERNO
Di Iole Natoli
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Diritto della prole, diritto delle madri, regime del doppio cognome obbligatorio, disposizioni transitorie

FIGLI e FIGLIE
Va riconosciuto il diritto di FIGLI e FIGLIE di acquisire ALLA NASCITA il cognome MATERNO oltre che il cognome paterno come oggi accade, per le seguenti ragioni psicologiche, educative e sociali:
1 - la presenza anche del cognome materno, evidenziando la pari dignità familiare e sociale della coppia genitoriale, contribuisce nei bambini allo sviluppo del rispetto verso l’altro genere e nelle bambine allo sviluppo di una maggiore fiducia nel proprio;
2 - la presenza anche del cognome della madre collega figli e figlie all’ambito familiare materno e garantisce loro di potersi sentire inclusi/e in esso, allo stesso modo in cui, grazie al comune cognome, si sentono inclusi/e nella famiglia paterna;
3 - la presenza anche del cognome materno elimina ogni possibile disagio in coloro che, nati da più matrimoni o convivenze della stessa madre, non sono uniti e resi pari tra loro da un cognome di famiglia comune.             (continua)

mercoledì 16 maggio 2012

SOCIETÀ E DIRITTO / Marta Ajò intervista Iole Natoli sul COGNOME MATERNO


Il 30% delle richieste di cambio anagrafico chiede l'aggiunta del nome della madre
Diritto al cognome
Intervista a Iole Natoli: "nessuna legge ci costringe ad adottare il nome paterno"
di Marta Ajò
da: L’Indro (link)
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Iole Natoli
Nelle 6.000 richieste di cambiamento del proprio cognome, che negli ultimi due anni sono state avanzate nel nostro Paese, si può dire che la tipologia più diffusa, al 30%, è la richiesta di aggiunta di quello materno, seguita da un 20% per la richiesta di sostituzione del cognome paterno con quello materno, cui seguono, in percentuale nettamente inferiore, richieste per l’acquisizione di un cognome d’arte o il ripristino del cognome di origine. Fino ad oggi, cambiare il cognome era una pratica molto lunga ed una procedura riservata ai portatori di cognomi ridicoli o disdicevoli, o ai casi di estinzione di cognomi per assenza di discendenti maschi, o ancora ai cognomi di particolare rilievo, per lo più di natura nobiliare o commerciale. 

SOCIETÀ E DIRITTO / Caterina Della Torre intervista Iole Natoli sul COGNOME MATERNO


Il mio nome non è peggio del tuo
di Caterina Della Torre
da: Dol's Magazine (link)

Così si intitolava un articolo di un quotidiano palermitano che Iole Natoli, la fiera propugnatrice della prima istanza sul cognome materno, mi ha inviato tempo fa perchè potessi conoscere tutto il processo  mentale e legale che l’aveva spinta a portare avanti questa battaglia già dai lontani anni 80. Iniziativa che tanto personale non è, visto che coinvolge tutte le donne italiane che danno, hanno dato o daranno alla luce un figlio.


Piccolina, con occhi vivaci e parola sciolta, vestita di un’eleganza disinvolta che si scompigliava quando mi parlava e raccontava la sua esperienza.
Mai avrei detto che dietro quella persona si nascondevano una pittrice, un’illustratrice ed una scrittrice.

martedì 15 maggio 2012

SOCIETÀ / Il linguaggio patriarcale e IL COGNOME





QUANDO L’ARTICOLO DETERMINA UN PO’ TROPPO

IL SALVAGENTE LINGUISTICO DEGLI UOMINI
di Iole Natoli


I quotidiani abbondano del “la”. Non di una nota musicale, no: di un banalissimo articolo femminile, senza il quale i giornalisti nostrani perdono, come si suole dire, la trebisonda. Come faranno mai a scrivere, i tapini, senza il prezioso discrimine del sesso?
Fatto salvo qualche raro tentativo recente - successivo a lettere di protesta delle donne - continuano a farci leggere, imperterriti, “la” Fornero, “la” Camusso, “la” Turco, “la” Bongiorno… in saecula saeculorum e anche amen, per confermare la patriarcale coscienza mai sopita.
Nessuno dice o scrive "il" Passera, “il” Bersani, “il Casini” o "il" Monti. La necessità psicologico-linguistica di specificare il sesso della persona, titolare di un qualche cognome, va al di là della questione dei ruoli riservati nei tempi andati solo agli uomini. I ruoli hanno a che fare con professioni un tempo esclusivamente maschili, ma per quanto concerne il COGNOME, c’è qualcosa di più profondo di questo.
E infatti giornalisti e conduttori non scrivono e dicono solo "la" Severino e "la" Merkel, ma "la" Littizzetto", "la" Sastri, "la" Maraini, "la" Ferilli, "la" Dandini, di contro a Saviano, Baudo, Camilleri, Abatantuono e così via.
La questione non è dunque legata al ruolo, come diffusamente si ritiene, ma alle caratteristiche intrinseche del cognome, che è sentito come appannaggio maschile, di cui le donne fruiscono quasi per caso. Un cognome rimanda automaticamente al "MASCHIO"; che possa essere riferito a una "FEMMINA" va spiegato, diligentemente, a tutto il popolo. 
Accertato che il pensiero latente è proprio questo… RIAPPROPRIAMOCI DEL COGNOME, ORA, DONNE!

Milano, 16.05.2012 
©Iole Natoli

domenica 25 marzo 2012

SOCIETÀ E DIRITTO / L'aggiunzione del COGNOME MATERNO e altro ancora


Il DPR di Modifica dello Stato Civile che semplifica le pratiche esistenti
LE VIE INDIRETTE PER IL COGNOME MATERNO

di Iole Natoli

In uno Stato meno conservatore del nostro, una legge di modifica dell’attuale sistema patrilineare dei cognomi, che esclude la donna dalla possibilità di dare il suo cognome a suo figlio e impone al figlio di non relazionarsi attraverso il cognome anche alla famiglia materna, sarebbe stata già approvata da un pezzo. Siamo proprio tra gli ultimi in Europa a rimanere ancora abbarbicati a un residuo di patriarcato evidente, che ci espone peraltro a condanne per inadempienza di normative antidiscriminatorie internazionali, che abbiamo da lungo tempo sottoscritte. E tuttavia, benché nessuna delle proposte di legge avanzate dal 1979 sino ad oggi sia giunta a un’approvazione in Parlamento, già da tempo una piccola rivoluzione è in cammino.
Iole Natoli - Avanzando nel caos del giorno - Olio, 1989

sabato 10 marzo 2012

CONFERENZA / Il Cognome Materno alla Conferenza Internazionale Culture Indigene di Pace


Torino, 16-18 Marzo 2012

 Nell’ambito della Conferenza Internazionale
Culture Indigene di Pace
DONNE E UOMINI OLTRE IL CONFLITTO
Iole Natoli tratterà il tema
Ruolo discriminatorio del cognome di famiglia
nel sistema patrilineare italiano

di Iole Natoli
Descrizione dell’intervento
L'acquisizione di un cognome quale strumento di formazione dell'identità personale
Negazione simbolica della madre e della famiglia materna
 nell'attuale sistema patrilineare
Diritto personale dei figli di essere collegati da un cognome comune 
anche a quei fratelli che siano nati da altre nozze 
o convivenze della loro madre

La Conferenza è organizzata dall'Associazione Laima
dalla cui home è scaricabile il programma completo