giovedì 28 gennaio 2016

Cognome Materno assente / Il precedente storico dell’Utero in Affitto


Dall’occultamento della Donna nel Cognome dei Figli all’attacco alla Maternità della Donna
di Iole Natoli *
[brano tratto da un più lungo articolo sulla GPA, pubblicato il 29.12.2015 sul Blog “Femminismi a confronto e laicità” (link)]
Multiplo di "Danza tribale" © IoleNatoli 1998
In un incontro interessante e segnato da qualche contrasto di parte svoltosi il 26 gennaio alla Libreria delle Donne di Milano, Marina Terragni, Daniela Danna e Luisa Muraro hanno affrontato insieme al pubblico il tema dell’”utero in affitto” o “gravidanza per altri”, ponendo l’accento sul valore fondante della relazione materna.
“Le condizioni di prevaricazione spesso atroce cui sono sottoposte queste donne in alcune parti del mondo, ovvero nei paesi più poveri, rischiano di distrarre dal punto centrale, dal riconoscere ciò che si vuol frantumare e dal comprendere da cosa abbia origine il delirio maschile di voler “espropriare” la donna da sé a tutti i costi riducendola al “forno” aristotelico, sottolinea Luisa Muraro. La relazione materna è un bene e come tale va custodita, ricorda (link).

Dal COGNOME MATERNO ancora quasi ovunque assente alla prassi dell’UTERO IN AFFITTO


Le trame sotterranee della Storia
di Iole Natoli *
da una nota pubblicata il 29.12.2015 su Facebook


Crossing-Over ©IoleNatoli, 1984
Oggi ho dato ancora uno sguardo alla recente petizione su Change.org di Snoq Libere (link), nata a seguito della mobilitazione prevista per il 2 febbraio presso il Parlamento francese,  di cui ha informato la femminista Sylviane Agacinski (link). In precedenza non avevo fatto caso al titolo: “No all'utero in affitto: riprendiamoci la maternità!”

giovedì 29 ottobre 2015

Il DDL 1628 sul Cognome dei Figli nell’allegro Paese dei Balocchi

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Come ridurre in perfetto silenzio l’impatto innovativo di una Legge
L’Italia e il condizionamento emotivo delle donne (e degli uomini)
di Iole Natoli


martedì 27 ottobre 2015

Mantenere l'obbligo del COGNOME MARITALE per LA DONNA viola gli artt. 8 e 14 della CEDU - Lettera al Quirinale

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Iniziative per la Legge sul Cognome al Senato (DDL 1628)
LETTERA aperta al Presidente della Repubblica
di Iole Natoli


Il 23 Ottobre ho inviato una lettera al Presidente della Repubblica, pregandolo di leggere la Petizione “Reintrodurre il nuovo 143-bis opportunamente integrato nel DDL 1628 sul cognome: mantenere l'obbligo del cognome maritale per la donna viola gli artt. 8 e 14 della CEDU”, di cui non potevo riportare il testo integrale per limiti di spazio.
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sabato 28 marzo 2015

Il DDL 1628 al Senato e l’art.143-bis codice civile, o DEL “PATRIARCATO VIVENTE” NELLE LEGGI


SCHIAFFO ALLE DONNE nel 143-bis in vigore che viola gli artt. 14 e 8 della CEDU
di Iole Natoli
Quando nel marzo del 1980 pubblicavo sul quotidiano palermitano L’Ora il mio scritto dal titolo “Ma è proprio obbligatorio il cognome del marito?” (-->) non immaginavo certo che del 143-bis, ovvero dello schiaffo alle donne, avrei dovuto scrivere ancora nel marzo del 2015.
Aggiungo adesso, a quanto esposto giorni fa in una mia relazione (-->) e nella petizione conseguente lanciata il 23 marzo su change.org, alcune considerazioni di giornata, richiamando la sentenza di Strasburgo del 7 gennaio 2014 sul caso italiano Cusan - Fazzo.


martedì 24 marzo 2015

PETIZIONE / Reintrodurre il nuovo 143-bis opportunamente integrato nel DDL 1628 sul cognome


Mantenere l’obbligo del cognome maritale per le donne viola gli artt. 8 e 14 della CEDU - di Iole Natoli
La Petizione è già stata presentata al Senato il 24 Settembre 2015. Nella stessa data ha ricevuto il n. 1493, è stata annunciata durante la seduta n. 511 ed è stata assegnata alla Commissione Giustizia. 
Chi volesse continuare a firmare potrà farlo ugualmente sul sito di Change.org (->∆).