sabato 3 gennaio 2015

Conferenza "L’ITALIA E IL COGNOME MATERNO" alla Biblioteca Vigentina di Milano, con Iole Natoli


«Quali che siano le regole della moralità, la cancellazione di una genealogia nell'altra è una colpa etica
che perverte lo spirito del popolo, dei popoli, ed impedisce il costituirsi 
di un'etica della coppia» (Luce Irigaray, Sessi e genealogie).


DAL SITO "LE MATRIARCALI" / MATRILINEARITÀ E GENEALOGIE


IL COGNOME MATERNO E “LA NORMA”
di Iole Natoli

È esperienza comune che in Italia i figli vengono registrati all’anagrafe con il solo cognome paterno, se nati nel matrimonio o se riconosciuti contestualmente da madre e padre nel caso di genitori non sposati.
Su tale abuso perpetrato dallo Stato molte donne ancora oggi si astengono dal riflettere, senza accorgersi di rendersi complici in tal modo di un messaggio estremamente dannoso, che per questa via viene trasmesso all’infanzia. La patronimia, infatti, insegna ai maschi che solo essi possono dotare di riconoscibilità nominale la prole, quasi avessero essi soltanto la dignità sociale sufficiente per farlo. Alle femmine trasmette, per converso, un messaggio di inferiorità manifesta, una sorta di incapacità giuridica che vieta loro di soddisfare la necessità del figlio di essere dotato di un cognome, mediante il quale strutturare la propria identità personale ai propri occhi e a quelli del mondo, dichiarando la propria area familiare di appartenenza.
Ma sulla base di quale presupposto le società patriarcali hanno operato tale stravolgimento di ogni logica che si basi sui fatti di natura, ai quali invece strettamente si attengono le società matriarcali viventi che ancora adottano la matrilinearità del cognome?
(Vai all’articolo ->∆)




venerdì 14 novembre 2014

Lettera aperta al Presidente del Senato Pietro Grasso #IlCognomeMaternoÈunDirittoSentenzaStrasburgo

#IlCognomeMaternoÈunDirittoSentenzaStrasburgo2014
   di Iole Natoli
Egregio Presidente Pietro Grasso,
dal 1979 mi occupo del Cognome Materno in Italia, o per meglio dire del Cognome Materno che in Italia NON c’è.
Nel giugno di quell’anno pubblicavo il mio primo articolo sul tema e nel 1980 - confortata dinanzi al Tribunale di Palermo, il giorno dell’inizio, dalla splendida e simbolica rosa consegnatami dall’ex senatrice Pina Maisano Grassi (allora mia compagna del PR) - lanciavo la prima causa italiana per l’attribuzione del Cognome Materno ai figli.


La rosa non ebbe l’effetto augurale auspicato perché nel 1982, senza nemmeno l’onore d’un mazzetto di crisantemi, l’istanza fu respinta. A quella causa civile ne fecero seguito altre, agite da cittadine e cittadini, anch’esse SENZA SUCCESSO. 

martedì 11 novembre 2014

SOCIETÀ / FURTO DELL’IDENTITÀ FEMMINILE nelle società patriarcali e COGNOME Materno


CONTRO LA PRASSI DI CANCELLAZIONE DELLE DONNE DOVE PRIMARIAMENTE SI PRODUCE
di Iole Natoli



Già per due volte sono stata chiamata a intervenire sul Cognome Materno in un Convegno centrato sulle Culture delle Società Matriarcali (la più recente a Bologna l’11 ottobre di quest’anno) e tuttavia le mie analisi e proposte, enucleate in numerosi scritti, non partono da studi su quelle culture ma dall’analisi della cultura e della società italiana e muovono da una specifica radice: il nesso esplicito da me individuato da tempo tra la condizione vessatoria della donna nelle società derivanti da modelli patriarcali, come l’Italia, e il sistema di identificazione dei nuclei familiari, con particolare riguardo alla patrilinearità del cognome dei figli.

giovedì 30 ottobre 2014

Assegnata alla 2ª Commissione permanente del Senato la PETIZIONE per l'approvazione del Ddl sul Cognome già passato alla Camera


Annunciata all'Assemblea la PETIZIONE 
CHE LA MULTA LA PAGHI CHI SI OPPONE!
di Iole Natoli       

    
La petizione, che reca il numero 1342, è stata assegnata alla 2ª Commissione permanente (Giustizia), competente per materia.

CONTINUIAMO A FIRMARE - Link (->∆)

30.10.2014                                                                                                                     © Iole Natoli

giovedì 2 ottobre 2014

COGNOME MATERNO ITALIA / INCUBI E ORRORI di un'ex MINISTRA delle "PARI" OPPORTUNITÀ


ULTIME NOTIZIE DALL’ITALIA
ATTENZIONE!
Rischio collisione pianeta Terra con asteroidi di varie dimensioni e dalla traiettoria ingovernabile provenienti dalla GALASSIA COGNOME MATERNO.

PREVISIONI
FAMIGLIE IN FRANTUMI, SUICIDI DI MASSA degli uomini privati dello scettro patriarcale, PSICANALISTI PRECETTATI dal governo per curare gratis i sopravvissuti ai tentati suicidi, BIMBI IN PREDA ALLA CONFUSIONE MENTALE generata dal doppio cognome, nonché altri accidenti quali PARTITE DI CALCIO DISERTATE dagli usuali tifosi trascinati da mogli assatanate in interminabili code presso gli Uffici dell’Anagrafe (ne sanno quacosa i 5Stelle): “Prima aggiungete il mio!”, “No, prima il mio!” e lì spintoni e botte da orbi. Polizia in assetto anti sommossa.
Pare che ci sia anche il rischio di dissesti geologici, straripamento dei fiumi, alte maree e forse eruzioni vulcaniche e uragani.

Dal suo canotto di salvataggio, Stefania Prestigiacomo, ex Ministra delle Impari Opportunità, cinguetta il suo grido di terrore ai Senatori prontamente riunitisi - alcuni - in colorate squadre d’emergenza: “Affossate quella legge, AFFOSSATELA!”, implora.
E come darle torto dinanzi a tanta devastazione, prospettata a fosche tinte anche dalle solerti fonti clericali, sempre sollecite ad andare non solo contro le donne ma, più in generale, contro i diritti civili delle persone?

W L’ITALIA, che sembra colonizzata dal Vaticano in permanenza. Per non molto tempo ancora, però. Perché anche quest’altra storia, prima o poi, arriverà per la sua ultima corsa al capolinea.


Rispondiamo, firmando questa nuova Petizione diretta al Senato. Qui il link ->∆


domenica 28 settembre 2014

POLITICA / PETIZIONE al SENATO a sostegno della Legge sul Cognome


Link per la FIRMA (->∆)
Atto Camera 360
APPROVARE celermente in SENATO il Ddl sul
COGNOME DEI FIGLI
di Iole Natoli                                                                    
    
All'attenzione del Presidente e della Vice Presidente del Senato, perché ne informino Senatrici e Senatori